Giorno delle Canarie: Vulcani che battono, mari che abbracciano
19/05/2025
Quando si avvicina il Giorno delle Canarie, il cuore insulare batte più forte. Non per nostalgia, ma per orgoglio. Per memoria. Per quel modo unico che queste isole hanno di insegnarti a vivere con il vento in faccia e la lava nel sangue.
E se ci sono due isole dove l'anima vulcanica si sente senza filtri, sono Fuerteventura e Lanzarote. Lì dove la terra scricchiola ancora in silenzio e il mare non è solo acqua, ma storia.
A Fuerteventura, il vento non disturba, balla. È quell'aliseo che ti scompiglia i capelli e ti sveglia, che ha modellato le dune e che profuma di salmastro e gofio. I majoreros lo sanno: vivere qui è avere un rapporto intimo con la luce, con i cieli infiniti, con la calma che si capisce solo quando ci si lascia alle spalle l'orologio.
E Lanzarote… Ah, Lanzarote. Terra nera e fuoco dormiente. Di viti che crescono nella cenere, come un miracolo. Perché solo qui la malvasia ha questo sapore: dolce, minerale, con quell'eco di Yaiza e La Geria che ti racconta senza parole com'è amare quest'isola. Amare i conejeros, che hanno imparato a coltivare la bellezza dove tutto sembrava sterile.
Immergersi nelle sue acque non è solo un bagno, è un modo di essere. C'è chi lo fa in pieno dicembre, con la maglietta a maniche corte e la pelle indurita da un'estate che non finisce mai. E c'è chi aspetta l'estate come si aspetta una festa, coprendosi con una giacca leggera quando il termometro segna 23 gradi. Perché essere canario è anche questo: vivere nell'eterna estate, o desiderarla tutto l'anno.
In queste terre, il tempo cuoce lentamente: nelle papas arrugadas, nel mojo rojo che punge più di un addio, in un formaggio majorero che custodisce nella sua crosta l'anima delle capre e di chi le accudisce. E nella banana, ovviamente, perché non c'è niente di più canario che gustarne una nel suo momento migliore.
Questo Giorno delle Canarie non è solo una data: è una sensazione. È sapersi parte di qualcosa di antico, vulcanico e vivo. È guardare l'orizzonte e sapere che, anche se il mondo gira, qui restiamo saldi, come Timanfaya, come il massiccio di Betancuria.
Da R2 Hotels, celebriamo questo giorno con l'emozione di chi non solo lavora qui, ma sente anche di appartenere. Perché essere canario non è sempre ereditato: a volte, si sceglie.
Buon Giorno delle Canarie, conejero. Buon giorno, majorero. E a tutti coloro che amano queste isole: che il vulcano continui a battergli dentro.
E se ci sono due isole dove l'anima vulcanica si sente senza filtri, sono Fuerteventura e Lanzarote. Lì dove la terra scricchiola ancora in silenzio e il mare non è solo acqua, ma storia.
A Fuerteventura, il vento non disturba, balla. È quell'aliseo che ti scompiglia i capelli e ti sveglia, che ha modellato le dune e che profuma di salmastro e gofio. I majoreros lo sanno: vivere qui è avere un rapporto intimo con la luce, con i cieli infiniti, con la calma che si capisce solo quando ci si lascia alle spalle l'orologio.
E Lanzarote… Ah, Lanzarote. Terra nera e fuoco dormiente. Di viti che crescono nella cenere, come un miracolo. Perché solo qui la malvasia ha questo sapore: dolce, minerale, con quell'eco di Yaiza e La Geria che ti racconta senza parole com'è amare quest'isola. Amare i conejeros, che hanno imparato a coltivare la bellezza dove tutto sembrava sterile.
Immergersi nelle sue acque non è solo un bagno, è un modo di essere. C'è chi lo fa in pieno dicembre, con la maglietta a maniche corte e la pelle indurita da un'estate che non finisce mai. E c'è chi aspetta l'estate come si aspetta una festa, coprendosi con una giacca leggera quando il termometro segna 23 gradi. Perché essere canario è anche questo: vivere nell'eterna estate, o desiderarla tutto l'anno.
In queste terre, il tempo cuoce lentamente: nelle papas arrugadas, nel mojo rojo che punge più di un addio, in un formaggio majorero che custodisce nella sua crosta l'anima delle capre e di chi le accudisce. E nella banana, ovviamente, perché non c'è niente di più canario che gustarne una nel suo momento migliore.
Questo Giorno delle Canarie non è solo una data: è una sensazione. È sapersi parte di qualcosa di antico, vulcanico e vivo. È guardare l'orizzonte e sapere che, anche se il mondo gira, qui restiamo saldi, come Timanfaya, come il massiccio di Betancuria.
Da R2 Hotels, celebriamo questo giorno con l'emozione di chi non solo lavora qui, ma sente anche di appartenere. Perché essere canario non è sempre ereditato: a volte, si sceglie.
Buon Giorno delle Canarie, conejero. Buon giorno, majorero. E a tutti coloro che amano queste isole: che il vulcano continui a battergli dentro.